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modelli

Abbiamo visto come il mondo dell'informazione sia strutturato convenzionalmente, e l'aspetto convenzionale lega il linguaggio e la sua decodificazione, sia nell'accezione comune che in quella informatica.

 

All'inizio abbiamo posto l'attenzione sul CODICE, e abbiamo visto che nel mondo informatico non esistono dati, ma solo informazioni. Abbiamo operato tre salti di codice: l'idea della convenzione per muoversi all'interno del mondo delle informazioni, e in rapporto a questo l'html, con la creazione della pagina web; il codice raster, dove l'elemento fondamentale della convenzione era lo schermo bitmappato, basato sulla comunicazione per punti, codice già importante che permetteva di fare molte cose, ma piatto dal punto di vista della strutturazione del codice vero e proprio; un ulteriore salto è stato fatto, passando al mondo vettoriale, basato sull'esplicitazione del codice attraverso le entità, oggetti a cui è possibbile attribuire caratteristiche e proprietà diverse. Si tratta di un codice molto più forte, molto più costruito, che permette gradi più alti di intelligenza e quindi gradi di modificabilità maggiore.

 

Poi, abbiamo visto il mondo vettoriale applicato al 3D, o meglio la costruzione di un mondo tridimensionale, come estensione di una serie di caratteristiche del mondo vettoriale. Abbiamo, infine, accennato come è possibile programmare in modo chiaro alcune operazioni SCRIPT, per rendere esplicite le modalità formative del progetto, ed essere di aiuto nel campo della progettazione.

 

Il nuovo mondo verso cui ci avviciniamo, rappresenta un nuovo vero e proprio salto, in cui si dà un senso alla parola "modello": il "modello" diventa la chiave, per poter capire che cosa succede in questo mondo.

 

Tratteremo la parola "modello" dapprima con un approccio matematico - organizzativo e poi, successivamente vedremo come questa parola ha implicazioni molto forti anche nella creazione di ambienti progettuali, tipici nel mondo dell'architettura. La parola "modello" non si riferisce alla vecchia definizione illuminista che vedeva la differenziazione tra "modello" e "tipo": "modello" in quanto elemento perfetto, da emulare, da copiare; "tipo", invece, come tema organizzativo, ma non si riferisce nemmeno al modello come plastico.

 

Un'altra accezione, è quella di un modello di tipo matematico (statistico, economico, ecc): un insieme di variabili messe in relazione tra loro, per interpretare alcuni fenomeni della realtà. Caratteristiche: è come una gabbia logica, usata per interpretare alcuni fenomeni della realtà; è anche una struttura di base matematica; è diverso dal modello di tipo romantico, definito nella sua accezione come struttura perfetta, perchè l'uno è un dato privo di variabili, mentre l'altro, nell'accezione indicato come matematico, economico e statistico, è dinamico e in-formazione, una struttura logica di dati e relazioni variabili, un'interconnessione dinamica delle informazioni.

 

Cerchiamo di costruire questo sistema ai tempi di Leonardo.
Il primo passaggio logico da fare è fissare la convenzione attraverso la realizzazione della griglia.

 

 

1

2

3

4

5

6

7

a

4

24

96

 

 

 

 

b

 

 

 

 

 

 

 

c

 

 

3

 

 

 

 

d

 

 

32

 

 

 

 

e

 

 

 

 

 

 

 

f

 

 

 

 

 

 

 

 

Indichiamo le verticali con le lettere e le righe con i numeri. Voglio trasmettere dei dati strutturati ad un mio compagno, che possiede un pallottoliere che io al contrario non ho.

Per esempio voglio sapere quanto fa 4*24; gli dico di mettere il 4 in a1 e il 24 in a2, e di fare la moltiplicazione. Visto che lui possiede lo strumento pallottoliere, la può calcolare. A questo punto lui mi trasmetterà il risultato 96 che metterò in a3. L'invenzione consiste in questo: che una casella può contenere due cose.

 

In una inseriamo i numeri (o più correttamente i dati strutturati), nell'altra i risultati. Il risultato lo mettiamo nella casella a3: bisogna trovare una convenzione per dire che a3 contiene il risultato: la definiamo col simbolo "=".

Questo simbolo, all'inizio della scrittura, indica che quella casella contiene un risultato.
a1 + a2 = a3 e abbiamo creato un modello, a livello minimale.

 

Questo è un modello dinamico: posso, infatti, modificare uno dei dati strutturati, ed automaticamente si aggiorna la casella del risultato; la struttura è rimasta invariata, l'abbiamo quindi formalizzata. Ciò ci permette di tenere sotto controllo più calcoli. Per esempio posso usare gli stessi dati, e cambiare la funzione, aggiungere ad es. che a3/c3=d3. In questo modo ho creato un'interconnessione di dati strutturati, per cui basta cambiare un valore, ed in tempo reale ottengo l'aggiornamento di tutti i dati collegati al primo.

 

Questo meccanismo che ho creato, rappresenta il cuore pulsante dell'informatica, e allo stesso tempo la sua più forte crisi, perchè mentre è semplice capire la facilità con cui si possono modificare, in tempo reale, i diversi dati, più complesso è capire l'interconnessione dinamica dei dati, perchè è un salto logico strutturale che il cervello umano, soprattutto delle generazioni precedenti, non è abituato a fare.

 

L'idea che il centro dell'informatica è quello di muoversi all'interno di reti interconnesse, porta a grandi cambiamenti strutturali nel modo di ragionare. Possiamo dire che se le generazioni precedenti si muovevano su un parametro logico del IF ... THEN , questo nuovo modo di ragionare si basa sul WHAT ... IF , cioè posso usare i meccanismi dei dati interconnessi, per fare delle ipotesi e verificarle in tempo reale. Nasce un modo di ragionare basato sull'ipotesi e sulla verifica del funzionamento di quella ipotesi.

 

A questo punto immaginiamo di voler organizzare delle informazioni, usando sempre il sistema delle griglie, siamo sempre ai tempi di Leonardo, e pensiamo al modo per strutturare i dati.

 

Immaginiamo di dover comunicare delle caratteristiche, per esempio usando una metafora bellica: che armi e quale posizione occupano un gruppo di soldati; le righe del nostro sistema rappresentano i soldati, le entità, che sono strutturalmente e potenzialmente infinite.
La riga si definisce "Record".

Ogni colonna, di nuovo un insieme potenzialmente infinito, rappresenta una caratteristica, e le definisco " Fields " cioè campi.

Nel nostro caso, la riga "a" rappresenta l'unità di riferimento, il soldato. Se ho 10 soldati avrò una matrice con 10 righe e così via.

Si organizza un'operazione strutturante che è fondamento di un DataBase: il field "1" è uguale al "nome del soldato", il field 2= al "cognome", il field 3= "all'arma", etc...

 

Se trasmetto queste informazioni al mio compagno, arrivo al SEARCH= ricerca, che è una funzione progettuale, perchè mi permette di indagare il mio database, per tirar fuori una serie di categorie significative.

 

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modelli 2 e g.i.s.

Nel mondo dello spreadsheet il concetto di modello differisce grandemente da quello inteso in ambito classico/architettonico.

 

Il database è una maniera di raggruppare e ricercare delle informazioni attraverso una struttura di riferimento come il record o il field.

 

Con l'avvento di FileVision per la prima volta era possibile collegare a una informazione grafica una informazione testuale di tipo strutturato. Questo porta a una stratificazione e complessificazione del nostro sistema, che diventa sempre più intelligente. L'interazione tra spreadsheet e software di progettazione permette di tenere sotto controllo una moltitudine di parametri che vanno dai materiali al costo dell'opera.

 

Geographical Information System

E' il modo in cui riusciamo a gestire il territorio - pare sia possibile farlo anche in Italia. Si tratta di strumenti ad almeno due livelli: ORDINE e DISCIPLINA, ma soprattutto PROGETTO. Le applicazioni pratiche attualmente sono molte, ma accessibili tramite una semplice layerizzazione (vedi l'esempio delle mappe della regione Lazio). La tendenza sarà invece quella di raggiungere questo tipo di struttura, come già sta parzialmente riuscendo GoogleEarth, ad esempio.

 

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