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vettori

Il Bitmap è un sistema molto "stupido", inquanto è un approccio sintetico estremamente esoso di risorse. Parallelamente il sistema dei VETTORI ha un approccio analitico, utile soprattutto ai fini dell'architettura.

Lo schermo si trasforma, e da matrice che ingabbia le nostre entità-pixel diventa un supporto che serve a rappresentare delle entità vettoriali matematicamente descritte.

La stuttura matematica sottostante ci permette molte operazioni su queste nuove entità, ma concettualmente le più importanti sono:

  1. Non si lavora più per porzioni di schermo, ma per oggetti.
  2. Gli oggetti creati sono modificabili per posizione, orientamento e scala.
  3. Gli oggetti che andiamo a creare sono NOMINABILI, e questa caratteristica ha delle notevoli implicazioni nella loro gestione.

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i layer

Il vantaggio del sitema vettoriale non risiede in un risparmio di tempo, ma nella gestione di un grado superiore di complessità.

Lo scarto successivo è quello del LAYER, ovvero della separazione degli elementi secondo caratteristiche comuni, come ad esempio la differenziazione tra muri portanti e tramezzi. Da qui però possiamo passare a geometrie generanti, sistemi funzionali, percorsi. Sta a noi attribuire un significato allo strumento che abbiamo, che ci spinge a pensare in una maniera diversa.

Stratificazione storica.

  • SAN CLEMENTE: I vari strati storici della chiesa sono effettivamente visitabili, dal livelo paleocristiano di può scendere a quello romano, e poi a quello catacombale dove c'è un mitreo. Esiste poi un quatro livello, quello degli acquedotti, etc.
  • MUSEI CAPITOLINI: E' il centro del nostro mondo. questi musei sono il simbolo della stratificazione dai tempi pre-romani fino ad oggi.

Bernard Tshoumi, nel Parco della Villette a Parigi, mostra un consapevole uso di questi elementi (edificato - percorsi - verde), ma invece di una zonizzazione affronta il problema da un punto di vista differente. L'elemento edificato e quello dei percorsi si fondono insieme in un sistema che viene poi fatto esplodere e disseminato in tutto il parco, andando a formare le FOLIES. Il mondo non è unitario, non possiamo più tenerlo insieme, come per l'Humpty Dumpty di Lewic Caroll.

Koolhaas affronta il problema attraverso layer verticali, come in una successione di piani. Operazione più complessa ma con meno appeal.

Daniel Liebeskind invece si pone in un contesto stratigrafico e compositivo, laddove Tschoumi era meccanico. Grande complessità, con elementi di tettonica tipici di Eisenman.

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vector peter

Noi applichiamo una forzatura nell'affrontare Eisenman, ovvero quella di renderlo un eroe della manipolazione vettoriale, tanto per avere un tema portante. In genere, la ricerca sul progetto è una operazione critica, che mette insieme meccanismi della storia dell' architettura, e meccanismi che sono in relazione con altri strumenti del pensiero contemporaneo.

Entriamo nel mondo di Peter Eisenman con alcune parole chiave: CODICE, SCRIPT e LAYER.

E' importante il LINK tra Eisenman e Giuseppe Terragni. Eisenman comincia il suo percorso progettuale e di ricerca proprio a partite da Terragni, conosciuto attraverso il suo maestro inglese Colin Rowe, che lo introduce ad affrontare l'architettura in maniera se vogliamo eccentrica, esclusivamente dal punto di vista del linguaggio. Un approccio che permette scelte e comparazioni altrimenti impossibili.

Studiando in particolare la Casa del Fascio (eros

ione) e la Casa Giuliani Frigerio (esplosione) Eisenman vuole rendere evidente una sintassi. Come si mette in crisi un cubo?

L'opera più interessante di Eisenman, collegata a questa riflessione critica sul lavoro di Terragni, è l' HOUSE 2, in cui le due opere di terragni si può dire vengano sintetizzate in un Implosione, ovvero una esplozione controllata entro un perimetro.

Negli anni '60 muoiono i grandi maestri del funzionalismo, e questo porta a un cambio di status dell'architettura. Mentre i grandi maestri avevano le risposte, ora si guarda all'architettura da angoli nuovi, eccentrici, come Colin Rowe. Il punto di vista prestazionale di Christopher ALEXANDER, quello stilistico di Robert VENTURI.

L'arte concettuale affronta temi simili anche in maniera testuale, come fa Eisenman. La sua architettura è un TESTO.

Abbiamo anche il problema della promozione personale, tramite i nuovi Mass Media, e Eisenman e altri riescono a promuoversi abbastanza bene formando il (fittizio) gruppo dei N.Y. Five, il cui lavoro è tutt'altro che omogeneo.

Eisenman è definito un terrorista della FORMA. Dopo la House 2 vediamo che si muove in un ambito puramente sintattico. La svolta interessante si ha con la House 10, opera puramente testuale che riesce a crescere e a rivelare altri significati. Dialoga con il contesto, e questo influenza la distribuzione interna della casa. Inizia anche ad apparire una differenziazione materica. Alla fine la casa non si fa più, e questo provoca una crisi interiore.

"Se i problemi ci sono piuttosto che eliminarli si dovrebbe lavorarci e trasformarli" - è il modo per uscire dall'impasse, mettendosi a confronto con il Post-Modern. La chiave è il CONTESTO, ma in una logica che non sia mimetico-inclusiva.

PALINSESTO. Le cancellature della carta pergamena/palinsesto mantenevano delle trame, ed ecco un modo di leggere il passato in maniera non mimetica ma concettuale, sfruttando così le stratificazioni. Es. IBA a Berlino

IN BETWEEN. Conficcare un edificio nelle preesistenze. Es. Wexner Center nel Campus dell'Ohio University, nonostante lo spazio a disposizione si decide di appoggiarsi alle preesistenze.

VIBRAZIONE. Con riferimento alle ricerche sul dinamismo, soprattutto quelle Futuriste di Balla, otteniamo un nuovo principio compositivo, in cui le geometrie vengono fatte vibrare e da queste vibrazioni si ricavano fatti formali da estrapolare. Es. Facoltà di Architettura di Cincinnati. Tutta l'area di progetto allaf ine viene avvolta dalla stessa logica formativa.

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